
Le foreste del nostro Pianeta rivestono un ruolo cruciale per la salute dell’ecosistema e la biodiversità. Questi luoghi, che forniscono risorse fondamentali a oltre 5 miliardi di persone e ospitano circa l’80% della biodiversità terrestre, sono essenziali per la vita sulla Terra. Tuttavia, la loro integrità è sotto minaccia a causa della deforestazione, un fenomeno preoccupante che ha bisogno di urgente attenzione.
L’Unione Europea è responsabile di circa il 10% della deforestazione globale, con l’Italia che si posiziona al terzo posto come principale importatore europeo di beni che contribuiscono a questo problema. In occasione della Giornata internazionale delle foreste, che si celebra ogni 21 marzo, il WWF Italia sottolinea l’importanza di agire tempestivamente per mitigare la pressione sulle foreste, considerandole ecosistemi vitali per il benessere del nostro pianeta.
La principale causa della deforestazione è l’espansione dei terreni agricoli, che colpisce principalmente le foreste tropicali. Questo processo non solo influisce negativamente sulla biodiversità locale, ma amplifica anche i cambiamenti climatici, creando ripercussioni sulle produzioni di materie prime, come il caffè. Aumentando i costi per i produttori locali, ciò si riflette inevitabilmente anche sui consumatori finali, che si trovano a fronteggiare prezzi più elevati.
Ogni anno, decine di migliaia di ettari di foreste vengono distrutti in tutto il mondo, in particolare nei paesi tropicali, per soddisfare la domanda di materie prime da parte di nazioni come l’Italia. Un esempio evidente è il caffè: importiamo il 100% della quantità di caffè verde non torrefatto, con il 31% proveniente dal Brasile e una significativa percentuale dal Vietnam, rendendoci il terzo maggior importatore a livello globale e il primo in Europa. A queste importazioni si aggiunge quella dell’olio di palma, del quale siamo i principali acquirenti europei, spesso proveniente da nazioni ad alto rischio di deforestazione come Indonesia e Malesia.
È interessante notare che oltre metà (50,6%) dei prodotti derivanti dall’allevamento bovino, come carne e pelle, proviene dall’Italia. Sebbene produciamo il 25% delle pelli mondiali, importiamo il 90% della materia prima necessaria, prevalentemente dal Brasile, nazione da cui ci approvvigioniamo anche per gran parte della soia utilizzata come mangime animale. Analoghe statistiche riguardano il legno: nonostante il nostro paese sia coperto per quasi il 40% da foreste, l’80% del fabbisogno nazionale di materiale legnoso è importato, e una parte di questo è ottenuto illegalmente.
Le importazioni di sette commodities particolarmente a rischio di deforestazione (legno, olio di palma, soia, carne bovina, cacao, gomma e caffè) riguardano circa 36,6 miliardi di euro e coinvolgono 175.000 piccole e medie imprese. Molte di esse provengono da paesi dove il rischio di deforestazione è elevato. Per affrontare questa sfida, l’Europa ha introdotto il regolamento “Deforestazione Zero” (EUDR), approvato nel giugno 2023, con l’obiettivo di creare catene di approvvigionamento sostenibili attraverso la collaborazione tra aziende, istituzioni e società civile.
Tuttavia, l’attuazione di questo regolamento è stata rinviata di dodici mesi, fissando la nuova scadenza per il 30 dicembre 2025. Edoardo Nevola del WWF Italia sottolinea l’importanza di azioni concrete: “La Commissione deve fornire strumenti adeguati agli Stati e alle aziende, mentre i governi, incluso quello italiano, devono garantire risorse e sanzioni efficaci per una corretta applicazione del Regolamento”. Il WWF ha iniziato a richiedere questo regolamento già nel 2021, lavorando attivamente per una sua approvazione efficace e monitorando attentamente affinché non ci siano ulteriori ritardi nella sua entrata in vigore.
In aree cruciali come l’Amazzonia colombiana, il WWF sta collaborando con associazioni di agricoltori per assicurare una produzione di commodities sostenibile che protegga le foreste. Tuttavia, fino a quando la legge non sarà attuata, il problema della perdita di habitat forestali continua a persistere. La buona notizia è che noi consumatori italiani possiamo agire subito per dimostrare alle istituzioni la nostra volontà di vedere implementato questo importante regolamento.
In vista di importanti eventi globali come Earth Hour, in programma per il 22 marzo, il WWF invita ogni cittadino a dedicare un’ora del proprio tempo per contribuire alla salvaguardia delle foreste. Come? Attraverso scelte d’acquisto più responsabili e gesti quotidiani, la somma di tutte queste azioni può realmente fare la differenza. Ogni piccolo gesto conta per la tutela del nostro pianeta.