
Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Communications ha rivelato interessanti progressi nell’ambito dell’agricoltura sostenibile. Un team di ricercatori dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi di Catania, parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Imm), ha dimostrato che l’integrazione di celle solari in perovskite sui tetti delle serre non solo stimola la crescita delle piante, ma contribuisce anche alla loro autosufficienza energetica.
Nel contesto dell’esperimento condotto, il gruppo di scienziati si è concentrato sulla coltivazione del radicchio, evidenziando come l’applicazione di queste innovative celle solari possa migliorare significativamente le condizioni di crescita. Le tecniche di agrivoltaico, ossia l’inserimento di sistemi fotovoltaici nelle attività agricole, sono già state esplorate in passato, con l’obiettivo di ridurre il consumo di energia elettrica necessario per il funzionamento delle serre.
Tradizionalmente, le serre utilizzano celle solari in silicio opaco, le quali garantiscono una buona efficienza energetica, ma limitano la quantità di luce che raggiunge le piante a causa della loro opacità. Questo è il motivo per cui i ricercatori hanno deciso di testare cellule solari semitrasparenti in perovskite, un materiale già noto nel settore del fotovoltaico per la sua capacità di filtrare la luce solare in modo efficiente.
L’esperimento ha previsto la creazione di una serra in miniatura, dotata di un tetto rivestito di perovskite e altri materiali appropriati, all’interno della quale sono state coltivate delle piantine di radicchio. I risultati hanno dimostrato che le piantine cresciute sotto la serra dotata di tecnologia in perovskite presentavano una crescita più rapida e foglie più sviluppate rispetto a quelle cresciute in serre tradizionali, nonostante la quantità complessiva di luce ricevuta fosse inferiore.
Questi dati suggeriscono che il fattore chiave nella crescita vegetale non è solo la quantità di luce, ma anche la sua qualità. La perovskite, infatti, gioca un ruolo cruciale nel filtrare la luce blu e nel potenziare quella rossa, creando condizioni più favorevoli per lo sviluppo delle piante. Gli scienziati hanno ulteriormente analizzato l’espressione genica delle piantine, scoprendo che quelle cresciute sotto luce filtrata dalla perovskite mostravano differenze significative nel modo in cui rispondono a stress ambientali e stimoli luminosi.
La possibilità di adattamento delle piante a nuove condizioni di illuminazione offre spunti interessanti per ulteriori ricerche nel campo dell’agricoltura. Oltre ai benefici per la crescita, i ricercatori hanno stimato che una serra equipaggiata con pannelli inpotrebbe generare tra 220 e 243 chilowattora per metro quadro, un quantitativo sufficiente a soddisfare le esigenze energetiche delle serre ad alta intensità, che richiedono risorse per il riscaldamento, il raffreddamento e l’illuminazione.
Tuttavia, resta da chiarire se il radicchio prodotto grazie a queste tecnologie innovative sarà altrettanto saporito come quello coltivato in condizioni tradizionali. È evidente che l’utilizzo della perovskite rappresenta un passo avanti significativo verso un’agricoltura più sostenibile e meno energivora.
In conclusione, l’integrazione delle celle solari in perovskite nelle serre non solo offre opportunità uniche per migliorare la qualità delle coltivazioni, ma potrebbe anche trasformare il panorama dell’agricoltura moderna, permettendo a diverse tipologie di piante di prosperare in un ambiente più controllato e sostenibile.